Commenti dei Clienti:
• Un cliente di Alba: “Domani arriva mio cugino d’America, la prima cosa che gli faccio vedere dell’Italia sono i vostri Agnolotti!”
• Un Sardo: “Prima di conoscervi, per mangiare come al paese, dovevo prendere la nave… ora scendo sotto casa!"
• Un Toscano: "M’avete fatto scendere la lacrimuccia per quant’è bono!"
• Un cliente alla cassa: “60 euro in due?! Ma quello che ho mangiato io solo valeva di più!”
• Una cliente da Bologna: “Chef, lei cucina divinamente! L’esperienza gastronomica dell’anno”
• Un poliziotto di Venezia: “L’ultima volta che ho mangiato così bene ho speso sei volte tanto”
• Una coppia: “Semplicemente meraviglioso. Se potessimo faremmo il bis di tutto!”
• Un imprenditore: “Sono stato nei migliori ristoranti, ma piatti così non li ho mai trovati!”
• Un rinomato chef: “Posso stringere la mano al cuoco?”
• Un ex assessore ai beni culturali al proprietario: “ Lei è un benemerto dell’arte e della cultura!”
• Principe S. De C. giornalista di enogastronomia: “ Un carrello di formaggi così nemmeno negli stellati Michelin!”
• Un romano, dispiaciuto che il Tortino di Porcini con Fonduta di Castelmagno era stato tolto dal menù d’Agosto: “A rimettetece er tortino sur menù! Ahò, è tanto bono che me lo porterei in spiaggia!”
• Un romano riferendosi alla Tarte Tatin: “Ahò sta torta non è bona… de più!!! La prossima volta me la porto via tutta!”
• Due Francesi: “Tarte Tatin meglio che a Parigi!”
• Uno giornalista: “Conoscevo il Ristorante La vache Qui Rit per essere ormai una tappa fissa per buon gustai, difatti la vera sorpresa è stata l’atmosfera che ho trovato in questo locale. Girovagavo una domenica sera tra i vicoli del quadrilatero e, seppur avessi già cenato, vedendo l’immensa vetrina dei formaggi, v’entro. Una musica dolce che aleggia nell’aria mi accoglie all’ingresso, tra i fiori di lavanda e le possenti travature di castagno antico sul soffitto. Le ultime poche persone sedute ai tavoli che finiscono di cenare in quell’atmosfera magica data luce calda delle candele che accende le tinte provenzali e la cordialità del proprietario. Un pittore solitario, tra uno schizzo sul quadernetto e un calice di Sautern, gusta una selezione di rari formaggi… Un musicista impazzito su una soupe à l’oignios corteggia il sogno di una donna assente e prega il proprietario di ascoltare la sua ultima composizione… Un poeta alticcio litiga col musicista poiché vuole un rap, ma lui è un pianista d’altra foggia, tentenna e lo boccia… Due coppie d’occhi innamorati si guardano sognanti al ritmo lento del jazz e danzano con le fiammelle, senza accorgersi di nulla di quanto succeda a loro intorno. Qui verrebbero Verlaine e Rimbaud a sorseggiare un “velenoso” Assenzio, Hemingway a gustare ostriche e champagne ghiacciato e Van Gogh forse a ispirasi ai colori caldi del locale per dipingere un altro energico e luminoso quadro. La Vache Qui Rit è nato come bistrot ma oggi è uno dei migliori ristoranti di Torino, eppure in alcune sere è possibile entrare ad assaporare anche solo un calice della sua vasta carta vini, ascoltando la rilassante musica di Marielle Mathie e, se entrate nelle grazie del proprietario, anche visitare la sua immensa cantina d’epoca romana e medievale.
Che bello il servizio che alla professionalità contamina sobrietà e gentilezza!”